Grafica per dem e newsletter

intervista a Monica Spinazzola

Ciao Monica, chi sei e di cosa ti occupi?

Da circa 5 anni lavoro come assistente virtuale e, per essere più precisa, sono specializzata in un tipo di supporto tecnico e operativo.

I miei servizi ruotano attorno a tre canali di comunicazioni principali: il blog, la newsletter e i social network. Quello che io faccio è prendere il materiale che le mie clienti mi forniscono in formato grezzo e trasformarlo nella versione definitiva, pronta per la programmazione in base al loro calendario editoriale.

Oltre a questo tipo di attività, mi occupo anche di predisporre tutto il necessario per la vendita di corsi on demand, di co-gestire community su Facebook e di impostare automazioni su diverse piattaforme di newsletter.

Insomma, dal 2016 aiuto altre freelance e imprenditrici digitali a liberare parte del loro tempo: io mi occupo degli aspetti più pratici della loro comunicazione così possono dedicarsi alle attività fondamentali che richiedono tutta la loro attenzione.

Qual è la differenza tra dem e newsletter ?

La differenza sostanziale è che la DEM è una vera e propria strategia mentre la newsletter nè è uno degli elementi costitutivi. In altre parole, è come se la DEM fosse la ricetta e la newsletter fosse un ingrediente.

Infatti DEM è l’acronimo di Direct Email Marketing cioè quella parte del marketing che si persegue tramite l’invio di email dirette ai clienti o ai potenziali tali.

Un’altra sottile ma importante differenza riguarda il tipo di approccio: la DEM ha uno scopo puramente commerciale quindi quello che vogliamo ottenere è la vendita dei nostri prodotti o servizi.

La newsletter invece può sicuramente avere un obiettivo commerciale (e per noi professioniste è sicuramente così) ma, almeno a livello teorico, ha una funzione più informativa e di aggiornamento riguardo uno o più temi specifici (ma anche di storytelling e branding). Per questo la traduzione letterale del termine è appunto qualcosa del tipo “lettera relativa alle news”.

Queste differenze rendono i due approcci completamente diversi dal punto di vista tecnico: per inviare delle newsletter serve “soltanto” imparare a gestire la piattaforma scelta mentre la DEM, in quanto strategia, richiede competenze molto più complesse e articolate.

Perché sono importanti per la visual identity?

Lo sono perchè fanno parte degli elementi che costituiscono un brand cioè, nel nostro caso, ci rappresentano come professioniste.

Tutto ciò a cui diamo vita deve essere perfettamente coerente con l’immagine che abbiamo costruito e che vogliamo comunicare alle persone potenzialmente interessate ai nostri prodotti o servizi: non basta ricercare e ricreare questa coerenza visiva sui social o sul sito ma è importante farlo a 360° con tutti gli strumenti che utilizziamo per farci conoscere.

Le persone devono poterci riconoscere in ogni momento e indipendentemente dal canale con cui entriamo in contatto con loro. Quando non c’è coerenza è come se il filo che ci lega si sfilacciasse e, per continuare la metafora, se si sfilaccia troppo alla fine si spezza.

Un template che richiama i colori della nostra palette, i font che ci identificano, le immagini che utilizziamo anche sugli altri canali di comunicazione ci permettono di essere pienamente riconoscibili e anche più apprezzabili. Tutti noi, in quanto esseri umani, siamo attratti maggiormente da ciò che è bello e la coerenza visiva è, in un certo senso, una forma di bellezza.

Che caratteristiche devono avere le immagini per essere inserite

Anche per la newsletter, così come per il blog, la parola chiave per l’utilizzo delle immagini è ottimizzazione. Anzi, quando inviamo newsletter questo aspetto è ancora più importante proprio perchè non è qualcosa che va pubblicato online ma deve invece superare i controlli dei vari client di posta per poter arrivare a buon fine.

Sono tre gli aspetti che mi preoccupo di curare quando preparo le newsletter per le mie clienti: peso dell’immagine, la resa da mobile e la fonte a cui attingo.

Utilizzare immagini che abbiano un peso ottimizzato (possibilmente sotto i 100 KB) ma comunque buona risoluzione è il giusto compromesso per completare il testo della newsletter con un’immagine significativa senza incappare in problemi di ricezione della posta da parte del destinatario.

Bisogna poi sempre controllare, prima di mandare la newsletter, che la resa sia buona anche in versione mobile perchè a volte il risultato da PC potrebbe essere perfetto mentre da telefono potrebbe evidenziare problemi da risolvere.

Idealmente, come si fa per i siti web, sarebbe utile testare la resa anche da più di un telefono per provare diversi formati ma questa valutazione dipende anche dalla percentuale di iscritti che leggono le newsletter da mobile invece che da PC.

Infine è necessario fare attenzione alla fonte dell’immagine che si vuole inserire: di base è meglio usare i propri scatti per una questione soprattutto di branding ma, se decidiamo di attingere alle foto stock, abbiamo la possibilità di scegliere tra foto gratuite oppure foto a pagamento. Mai, mai, mai scegliere foto prese da Google Immagini oppure che riportano ancora il watermark!

Aggiungere immagini ai nostri testi non è obbligatorio ma, se decidiamo di farlo, assicuriamoci di rispettare queste poche e semplici regole.

Come possiamo creare la nostra newsletter, quali strumenti ci consigli?

Prima di tutto ci tengo a sottolineare l’importanza di avere una newsletter: infatti è uno dei due canali (l’altro è il blog) di cui siamo pienamente proprietarie. Questo significa che nessun “agente esterno” può influenzare il legame con contatti che raccogliamo nel tempo con dedizione e fatica.

I social sono comunque molto importanti in una strategia di comunicazione e branding ma purtroppo non sono di nostra proprietà quindi, se vogliamo continuare a usarli, dobbiamo necessariamente farlo alle condizioni che ci vengono imposte (leggi: cambi di algoritmi, aumento delle opzioni a pagamento, ecc.).

Passando al lato tecnico, non posso non suggerire MailerLite come piattaforma di creazione e gestione di newsletter e automazioni (è quella che utilizzo personalmente da diversi anni).

Prima di MailerLite usavo Mailchimp (e lo uso tuttora per alcune miei clienti) ma sinceramente non lo consiglio più perché trovo che MailerLite sia molto più intuitivo e professionale, e anche con la versione free si può accedere senza problemi alle funzionalità più utili.

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    Monica Spinazzola – Ossigeno per il tuo biz

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    SILVIA PELUCCHI

    Graphic designer | Visual designer | Packaging | Siti web | Materiali marketing |
    Visual identity | Supporto aziende e PMI progettando linee esclusive di identità aziendale e per materiali di comunicazione

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