Caso Studio:
Abruzzo Wild
quando un’attività cresce
e l’immagine deve crescere con lei
Restyling logo e visual identity per Abruzzo Wild, tour operator outdoor in Abruzzo: un nuovo marchio per accompagnare il passaggio da fornitore di servizi a operatore turistico.
La Sfida: un’immagine all’altezza del salto
Abruzzo Wild lavora dal 2016 portando le persone in natura: trekking di più giorni, ferrate, canoa, e-bike, cavallo, escursioni all’alba e al tramonto. Negli anni l’attività è cresciuta fino alla decisione che cambia tutto — diventare tour operator.
È un salto di categoria, e porta con sé una domanda semplice: l’immagine del brand regge questo passaggio? La risposta era no. Il marchio precedente aveva un merito — dichiarava subito il settore outdoor — ma lo faceva in modo illustrativo e affollato: dentro lo stesso segno convivevano lupo, montagna, sentiero, escursionista, payoff in tondo e naming con trattamenti tipografici diversi. Il risultato raccontava molte cose e ne fissava poche. Perdeva forza nelle riduzioni e collocava il brand in un immaginario più turistico e associativo che strutturato.
Il restyling logo e visual identity è partito da un bisogno diverso dal semplice “rifare il disegno”: costruire un’identità più coerente, contemporanea e adatta a una realtà che ora si presenta come operatore turistico a tutti gli effetti.
La memoria del brand è stata tenuta dove conta — il nome Abruzzo Wild, il payoff nature adventure experience, l’anima verde e legata al territorio. Quello che è stato lasciato andare è l’illustrazione letterale: il segno che spiegava l’attività invece di firmarla.
Il problema?
L’outdoor è uno dei settori più ingombri di immagini uguali: la montagnetta con l’omino e il sole, le silhouette di abeti, i loghi che mettono insieme ogni elemento possibile per dire “qui si fa natura”. Un brand che vuole crescere, in quel rumore, rischia di sparire.
E i clienti di Abruzzo Wild scelgono in un momento preciso: stanno organizzando una giornata o un weekend fuori — una famiglia, una coppia, un gruppo per un addio al celibato, un’azienda per il team building, una scuola. Vogliono avventura, e vogliono soprattutto affidarsi a qualcuno di competente e sentirsi al sicuro. In quell’istante l’immagine del brand è la prima prova di serietà che incontrano.
La visual identity doveva fare due cose insieme: trasmettere energia ed esplorazione, e allo stesso tempo dire competenza, cura, professionalità. Le due anime del brand — l’Esploratore e il Protettore. Sbilanciarsi su una sola sarebbe stato un errore: solo avventura avrebbe reso il marchio troppo estremo e sportivo; solo struttura lo avrebbe reso rigido e freddo.

Il Logo
Il Concept: due iniziali che diventano paesaggio
Il pittogramma nasce per leggersi su più livelli. La prima lettura è immediata — un profilo montano, una linea che sale e si apre, il contesto outdoor dichiarato subito. La seconda è quella che firma il brand: le due forme compongono in modo astratto le iniziali A e W.
La forma di sinistra, in blu, slanciata e inclinata, è la A: una cima, una direzione, il cielo aperto sopra il sentiero. La forma di destra, in verde, più articolata, è la W: continuità, ritmo, un percorso che si sviluppa nel paesaggio. Da una parte l’aria aperta, dall’altra la natura e la guida che accompagna.
Le forme arrotondate portano dentro il lato relazionale del brand — quello caldo e accogliente — e impediscono a un marchio così sintetico di risultare freddo o impersonale.
Questo sposta il logo da una logica illustrativa a una identitaria: un segno che appartiene solo ad Abruzzo Wild e che nessun’altra attività outdoor potrebbe rivendicare.

Creazione delle varianti del logo
Il sistema è stato costruito per funzionare ovunque, meglio del marchio precedente:
- Logo principale, orizzontale, per sito, intestazioni e comunicazione istituzionale.
- Versione verticale, per spazi più compatti e formati quadrati come gli avatar social.
- Formati minimi, fino al solo monogramma A+W: quando lo spazio è poco — un’icona, un favicon, un timbro — il simbolo regge da solo.
- Versioni monocolore, per la stampa a un colore, il merchandising e tutti gli usi dove non c’è la palette piena.

Colori e significato
La palette parte da due obiettivi: tenere insieme il legame con il territorio abruzzese e restare leggibile anche fuori dal monitor. Per questo le combinazioni sono passate da test di accessibilità cromatica, utili a scartare gli accostamenti belli sullo schermo ma deboli in stampa.
La palette primaria regge il marchio:
- Blu — aria aperta, orizzonte, respiro. Apre il segno al cielo e alla libertà del movimento.
- Verde — natura, parchi, sentieri, affidabilità. Àncora il brand all’esperienza outdoor.
La palette secondaria dà profondità e calore al sistema:
- Marrone — roccia, terra, borghi. La dimensione più autentica e radicata del territorio, usata nel logotipo e sui fondi scuri.
- Arancio — l’accento solare: energia, entusiasmo, vitalità. Accende gift card e locandine.
- Beige — il fondo chiaro che fa respirare i materiali.
Una gamma che evoca l’Abruzzo restando lontana dal verde-bosco indistinto di mezzo settore outdoor.
Tipografia
Tre font, tre ruoli precisi. Montserrat Black sui titoli, per dare struttura e peso professionale. Montserrat Regular sui sottotitoli, per tenere lo stesso carattere senza appesantire. Inter Medium sui testi correnti, scelto per la leggibilità nei contenuti lunghi: cataloghi delle attività, schede, pagine del sito.

Oltre il logo, un’identità che vive sul campo
Dal marchio è nato un sistema applicato dove il brand incontra davvero le persone:
- il biglietto da visita, che la guida lascia a fine giornata;
- la gift card “Regala un’avventura”, il modo in cui Abruzzo Wild entra nelle case sotto Natale o per un compleanno;
- la locandina dei servizi, con l’elenco delle attività e il QR per prenotare;
- il logo declinato su fondo blu e marrone, per adattarsi a foto e materiali diversi senza perdere forza.
Tutto parla la stessa lingua: lo stesso segno, la stessa palette, lo stesso tono.

Il Risultato
Con il nuovo restyling logo e visual identity, Abruzzo Wild affronta il passaggio a tour operator con un’identità che lo accompagna invece di frenarlo:
- Un marchio sintetico e memorabile, che si riconosce e si ricorda dopo un solo sguardo.
- Un segno che è suo, riconoscibile come Abruzzo Wild e non confondibile con i concorrenti.
- Un’immagine più professionale, all’altezza di chi ora opera come tour operator.
- Un sistema che funziona ovunque: dal favicon alla locandina, dalla stampa monocolore alla gift card.
Quando una famiglia o un’azienda sceglie a chi affidare una giornata in montagna, decide in pochi secondi e quasi sempre prima di leggere una sola parola. Un’immagine all’altezza è la prima cosa che dice “queste persone sanno quello che fanno”. Per un brand che porta gli altri nei posti selvaggi e li riporta a casa, quella fiducia è il punto di partenza di tutto.

SILVIA PELUCCHI
Brand e Visual designer
Grafica in abbonamento per business ambiziosi e aziende che vogliono comunicare seriamente.
Seguimi sul LinkedIn


