Visual identity: perché il logo da solo non basta

Abbiamo già il logo, quindi siamo a posto

Ahhh se avessi un euro per ogni volta che ho sentito questa frase non sarei certo qui a scrivere questo articolo…una frase che sento dire spesso, soprattutto da aziende che comunicano da anni.
Il problema è che non è vera e ti spiego perché.

Il logo è un elemento importante e su questo siamo d’accordo, ma non è una visual identity.

Ed è proprio da questa confusione che nascono brand incoerenti e una comunicazione che non funziona.

Una visual identity non è il vestito bello della domenica.

È il tuo passaporto, quello di cui hai bisogno per volare lontano.

Ti serve a rendere il tuo brand riconoscibile, solido e condivisibile senza fraintendimenti, soprattutto quando il lavoro aumenta, i canali di comunicazione si moltiplicano e le persone coinvolte non sono sempre le stesse.

Cosa si intende davvero per visual identity

Quando parlo di visual identity non intendo il logo accompagnato da due colori e un font scelti al volo.
Intendo un sistema visivo che permette al brand di presentarsi sempre nello stesso modo, anche quando il logo non è in primo piano sul post o sulla brochure.

È quello che fa sì che una grafica venga riconosciuta come “tua” prima ancora di leggere il nome.

Ed è anche quello che evita di dover reinventare tutto ogni volta e ricominciare da capo quando decidi di progettare qualche volantino o sito o altri materiali per la tua attività.

Logo e visual identity: due ruoli diversi

E qui casca l’asinello.

Abbiamo il logo, quindi la visual identity c’è”.

No.

Il logo serve a firmare. A dire “sono io”.
La visual identity serve a far funzionare tutto il resto, quando il logo non è il protagonista. Che è poi la situazione più frequente.

Un brand comunica anche quando il logo è piccolo in fondo a una slide, quando sta in un angolo di un post social, quando non c’è proprio.

In quei momenti parlano i colori, i font, le proporzioni, il modo in cui un contenuto è impaginato, lo stile delle immagini.

Se queste cose non seguono una logica comune, il logo resta lì, da solo, a cercare di tenere insieme qualcosa che non esiste

È per questo che si vedono brand con un logo presente ma una comunicazione sempre diversa, un post non assomiglia all’altro, una presentazione usa colori che non sono quelli corretti, i materiali commerciali non si parlano tra loro.

Non perché il logo sia sbagliato..il logo se ne sta lì…bello bello, ma manca tutto quello che dovrebbe sostenerlo, la struttura che fa reggere in piedi e rende stabile la grafica di un brand!

La visual identity serve proprio a questo!

A stabilire come una grafica convive con i testi, con i colori, con le immagini.

Che colore usiamo? Che font scegliamo? Quanto grande mettiamo il logo?

Ogni volta le stesse domande, ogni volta tempo perso su decisioni che dovrebbero essere già prese.

Quando invece esiste un sistema visivo chiaro non si discute più su come usarlo. Il logo identifica. La visual identity organizza.

Quando la visual identity diventa uno strumento di lavoro

La visual identity è un vero e proprio strumento di lavoro. Al pari del computer e del mouse!

Quando esiste un sistema visivo chiaro:

  • le decisioni nel reparto marketing sono più rapide;
  • i materiali si producono più velocemente e sono sempre coerenti;
  • il margine di errore si riduce e anche il capo che urla;
  • la grafica non è più un’emergenza continua

Quando invece manca, succede l’opposto e il reparto marketing perde tempo su dettagli grafici che non hanno senso e che creano solo un sacco di stress!

Identikit di un brand senza visual identity

Guarda tutti i materiali prodotti dalla tua azienda, hanno senso insieme? Sembrano prodotti dalla stessa mano?

Se la risposta è NO in questi casi il problema non è quasi mai il logo da rifare.

È l’assenza di un sistema visivo che tenga insieme sito, social, materiali commerciali e comunicazione interna.

La coerenza visiva è il risultato di regole pensate per essere usate e non solo scritte in un PDF.

Una visual identity funziona solo se:

  • è comprensibile anche a chi non è designer;
  • è applicabile nel quotidiano;
  • viene mantenuta nel tempo.

Applicarla a intermittenza equivale a non averla.

La cosa difficile è che molte aziende se ne accorgono tardi e spesso il problema emerge quando il brand cresce. Aumentano i canali di comunicazione, entrano nuovi fornitori, il reparto marketing è sotto pressione e le richieste si moltiplicano.

È in quel momento che diventa evidente che il problema non è il singolo materiale, ma la mancanza di una strada, una mappa comune su cui lavorare.

Se ti ritrovi in questa situazione, non è un problema di “grafica fatta male”.
Ti manca un sistema visivo coerente.

E finché manca un sistema, ogni nuovo materiale sarà un piccolo rattoppo su qualcosa che non sta in piedi.

La visual identity serve proprio a questo: a togliere il caos, a semplificare il lavoro, a far sì che ogni contenuto che esce dall’azienda abbia senso, forza e coerenza.

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Silvia Pelucchi, brand e visual designer

Silvia Pelucchi

Brand e visual designer · 25 anni di esperienza

Progetto loghi, visual identity e manuali di brand. Con la grafica in abbonamento seguo aziende e professionisti in modo continuativo.

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